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Il mood giusto per il focus prima e dopo una performance

Per alcuni minuti mi sono fermato a pensare a come poter iniziare questo articolo. Di solito mi piace iniziare ponendovi una domanda (e ponendola contemporaneamente a me stesso). Questo modus operandi di solito mi permette di aprire subito un canale di confronto con voi che mi leggete e con il mio io interiore al fine di esprimere nel miglior modo possibile i concetti che vorrei trasmettere. Questa volta invece voglio partire da una affermazione:

Ciò che ascoltiamo determina chi siamo.

Non intendo in senso assoluto e letterale, ovvio. Potremmo ascoltare Mozart guidando una Lamborghini Diablo o “Il Pulcino Pio” mentre stiliamo il bilancio semestrale per la nostra azienda mentre sorseggiamo un caffè d’orzo lungo bio in tazza grande (certo in questo caso forse dovremmo cominciare seriamente a mettere in discussione la nostra sanità mentale…il pulcino pio? Ancora?). Non è questo però il punto.

Il punto è che in entrambi i casi sembrerebbe che l’azione e la colonna sonora (ciò che stiamo ascoltando) siano, diciamo…incoerenti.
Normalmente ci si aspetterebbe che dall’abitacolo di una Lamborghini Diablo venga fuori come minimo “The Number Of The Beast” degli Iron Maiden o alle peggio “El Diablo” dei Litfiba (eheheh che cliché) e che il tizio che stila il bilancio semestrale, invece fosse nell’assoluto silenzio, con la massima concentrazione possibile. E’ plausibile no?

Allo stesso modo vi aspettereste mai dal leader di una band hard rock (un tizio pesantemente tatuato, mezzo vestito di pelle nera e borchiato dalla testa ai piedi), ad esempio, che nel proprio ipod abbia la Sinfonia n.5 di Beethoven o Mozart? e che per di più la ascolti prima di salire sul palco per raccogliere la concentrazione!? Probabilmente no. Effettivamente è un’immagine strana, o per lo meno inusuale. Vi assicuro però che la pratica è assolutamente valida a prescindere che voi siate il leader tatutato di cui sopra, il fisarmonicista in una orchestra di liscio o un DJ di fama mondiale.

Parla con te stesso

Il concetto che vorrei provare a trasmettervi è che (se già non lo fate) dovreste provare a prendervi qualche minuto prima e dopo una performance live per rilassarvi e raccogliere le idee e le energie.
La trovo una pratica fondamentale per sostenere una buona performance prima e per goderne dopo.

Immaginate di essere un atleta olimpico. Un maratoneta ad esempio. Siete diretti ai blocchi e tra pochi minuti il giudice di partenza esploderà il colpo che segnerà l’inizio della vostra gara. Come vorreste arrivarci? Carichi, pieni di energia e focalizzati sulla prestazione e sul risultato (immagino vogliate vincere o perlomeno posizionarvi nelle prime posizioni, no?) oppure con la mente confusa e presa da altri pensieri che non centrano nulla in quel momento: la bolletta che vi siete dimenticati di pagare, i vostri problemi familiari, la paura di non farcela a stare dietro il vostro diretto avversario…

Nel nostro caso potrebbe essere l’ansia da prestazione, la paura del pubblico, il timore di dimenticarsi degli accordi o le parole di una canzone, di sbagliare il passaggio fondamentale nel pezzo clou della scaletta ed altre mille mila pippe mentali che in quei momenti possono attraversarci la mente trafiggendoci come la lama di mille coltelli che nemmeno John Snow ne verrebbe fuori vivo alla fine! (tratterò questi argomenti più approfonditamente in un prossimo articolo).

Quella di “isolarsi” alcuni minuti prima di una gara, con la (giusta) musica nelle orecchie (o la voce registrata del proprio coach che ti ricorda quanto ti sei allenato e che ti spinge a dare il meglio di te stesso) è una pratica comune tra gli atleti professionisti. Perché non può valere anche per noi musicisti!?

L’ affermazione iniziale “Ciò che ascoltiamo determina chi siamo” non era casuale. Ciò che ascoltiamo (sul momento s’intende) può determinare, in quota parte, chi saremo di lì a breve (nel senso che ci aiuterà a spingerci verso uno stato d’animo piuttosto che un altro).
Provate ad ascoltare qualcosa che vi rilassi o che vi dia la carica, a seconda del tipo di spinta che vi serve prima di salire sul palco. Farlo, vi aiuterà, assieme a qualche minuto di meditazione (come spiegato in questo articolo), a focalizzarvi SOLO su voi stessi e sulla vostra imminente performance. Provateci (se già non lo fate) e poi osservate la differenza.

Cosa ascoltare?

Come scegliere la musica e\o i suoni adatti al momento in cui ci troviamo?
Immaginiamo di essere nel backstage del nostro concerto, da soli o con la nostra band e ci stiamo ritagliando qualche minuto per concentrarci e focalizzarci sulla nostra performance.
Cosa potrebbe renderci più concentrati secondo voi, il chiacchiericcio di amici o fan che vengono a salutarci, a offrirci una birra o a chiederci un selfie, l’ultima hit dell’estate con quel motivetto incessante che non va più via dalla testa o una musica calma, serena, neutrale, rilassante, senza particolari accenti o richiami e che ci aiuti a staccarci per qualche minuto (o secondo) da tutto ciò che ci circonda, aumentando la nostra concentrazione?

Cosa? Come dici?…Tu riesci a darti la carica solo con i pezzi di Skrillex nelle orecchie ad un volume da infarto?
Va bene!!…Ognuno di noi ha le proprie necessità e il proprio grado di tolleranza alle cose. Se tu sai già perfettamente ciò di cui hai bisogno, o magari segui già una tua routine d’ascolto pre-esibizione (e ne sei soddisfatto), good for you!

Ma se invece non ne hai mai avuta una e solitamente trascorri il tuo tempo pre-esibizione “così come capita”, allora forse potresti provare con questi suggerimenti:

  • isolati dall’ambiente circostante qualche minuto prima dell’esibizione (in camerino o all’aria aperta dove non sarai disturbato);
  • focalizzati su te stesso\a e pensa solo alla performance;
  • metti gli auricolari (o le cuffie) e ascolta qualcosa che ti rilassi e aiuti a concentrarti;
  • se necessario cammina e fai dei piccoli esercizi di stretching (per mani e piedi ad esempio) nel caso tu suoni uno o più strumenti musicali oppure di riscaldamento vocale nel caso tu sia un\a cantante;
  • prova ad abbassare un po’ il tuo battito cardiaco facendo dei respiri profondi e lunghi (o al contrario aumentalo, a seconda che la tua necessità sia quella ci calmare la tensione oppure al contrario di caricarti di energia);

Su quest’ultimo punto vorrei aprire una piccola parentesi.
Non è detto che prima di un concerto ci si debba necessariamente dover calmare. In molti casi è necessario proprio il contrario (e questo è uno dei motivi per cui spesso mi capita di vedere utilizzare da alcuni colleghi alcune sostanze che diciamo così “ti tirano sù”).
Magari abbiamo trascorso molte ore in viaggio prima di arrivare alla location del concerto, oppure siamo in tour da giorni e siamo stanchi dei numerosi viaggi e delle poche ore di sonno, oppure abbiamo accumulato stress prima del concerto per una qualsiasi ragione, e questo ci abbia fatto disperdere energie.

Fatto sta che al momento di salire sul palco ci sentiamo fiacchi e privi delle giuste energie.
In questo caso ci serve qualcosa che ci faccia stare sù, appunto. Personalmente eviterei senza alcun dubbio di affidarsi alle sostanze di cui sopra e cercherei un rimedio alternativo per alzare il nostro battito cardiaco e sentirci nuovamente carichi: Camminare, fare dei piegamenti sulle braccia o dei piccoli saltelli sul posto possono essere degli accorgimenti utili al nostro scopo, ad esempio.

Ho preparato una playlist che potrebbe aiutarti a rilassarti ed a focalizzarti appena prima di una performance. La trovi qui: link

Ok ma dopo il concerto?

Ve la ricordate la pubblicità di quella barretta di cioccolata (quella famosa, non posso fare nomi ma sono sicuro che avete Kapito…) Insomma c’è questo cantante rock/pseudo-rock, ad ogni modo: questo tizio è appena sceso dal palco, si sente in lontananza ancora il pubblico li fuori che lo acclama e lui entra in questa stanza completamente bianca, il suo camerino forse? o forse il paradiso, boh…!? (Più probabile la seconda perché io un camerino così pulito e in ordine non l’ho mai visto in vita mia :D) Comunque…il tizio è li, ancora sudato e con l’adrenalina addosso si siede e mangia la cioccolata. E quindi!? Quindi prima di deliziarsi con la suddetta barretta, dallo stereo accanto a se, fa partire un brano di musica classica (F.Listz – Liebestraume / Sogno D’Amore, nda.) e lui sembra in pace col mondo.

Chiaramente è merito della CioKKolata!…
SBAGLIATO!

Ovviamente è merito della musica!
Ora a parte gli stereotipi tipici di uno spot pubblicitario, un elemento “sano” in quello spot, a mio parere c’è ed è proprio il fatto che il tizio si prenda un momento per rilassarsi e ritrovare la calma appena dopo il concerto e che lo faccia proprio con della musica classica.

ATTENZIONE: con questo non voglio dire che appena scesi dal palco dovreste chiudervi in una stanza ad ascoltare Bach o Mozart! Si sa che i post-concerto sono i momenti migliori (in certi casi anche meglio del concerto stesso). Sono momenti di allegria, di gioia, di adrenalina, di estasi, di abbracci, sorrisi, strette di mano, calici di birra e felicità manifesta come un’aureola attorno ad ognuno di noi e quindi, lungi da me suggerirvi di privarvi di questi momenti e di queste fantastiche emozioni, anzi!

Quello che vorrei suggerirvi invece è: una volta strette tutte le mani, bevuti tutti i calici di birra, una volta donati e ricevuti tutti i sorrisi possibili, gli abbracci e quando la soffice nuvoletta che vi tiene a tre spanne da terra si sarà dissolta e sarete nuovamente coi piedi per terra, è di provare a fermarvi, chiudere gli occhi e ascoltare qualcosa di tranquillo ripensando al concerto e provando a (ri)sentire l’adrenalina che ancora vi scorre dentro. Provate a farlo con un paio di cuffie ed una playlist di suoni della natura ad esempio. Qui (LINK) ne ho preparata una per voi.

Provate a farlo mentre tornate verso casa (se siete voi a guidare evitate la parte dove chiudete gli occhi magari 😀 ) o nel vostro camerino quando tutti sono andati via, o ovunque voi vogliate, purché facciate in modo di rivivere le emozioni della vostra esibizione. Se sarete abbastanza bravi nel concentrarvi, da far scattare quella scintilla, vi assicuro che vi sentirete nuovamente carichi di energia (o ancora più carichi se ancora lo foste) e probabilmente un brivido vi attraverserà lungo la schiena!

E’ tutto per il momento.
Spero come al solito di avervi lasciato qualche spunto di riflessione e se questo argomento vi interessa particolarmente fatemelo sapere nei commenti così lo approfondirò in un prossimo articolo.


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