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Consigli pratici su come studiare in modo efficiente, senza forzature, superando i blocchi e sentendosi sempre motivati al 100%

Vi è mai capitato di prendere in mano un metodo di studio, di iniziarlo a studiare, di trovarlo anche interessante e di pensare che vi sta davvero aiutando a crescere ed a migliorare!? Ma poi, ad un certo punto, qualcosa nello studio vi blocca e non riuscite a proseguire oltre?

Cosa fate in questi casi? Proseguite forzandoviad apprendere gli insegnamenti che il testo (o il video) vuole trasmettervi in quel momento? Oppure lo accantonate e passate a qualcos’altro nella speranza che sia per voi più stimolante? (saltate il capitolo ad esempio o passate ad un altro testo o ad un altro video)

Secondo la mia esperienza, entrambe le scelte potrebbero non giocare a vostro favore. 
Vi spiego perché. 
Nel primo caso, ovvero la forzatura, staremo dicendo alla nostra mente e di conseguenza al nostro corpo “Ehi tu! Devi (per forza)studiare questo!”, “Devi (per forza)eseguire questo esercizio\routine di studio\nuovo brano!”, “Devi (per forza)leggere\eseguire questa partitura!”. Nulla di più deleterio per la nostra motivazione e conseguentemente anche per la nostra autostima. 
Il risultati che quasi sicuramente otterremo come conseguenza saranno:

  1. affrontare la nostra sessione di studio con la “consapevolezza” (il più delle volte falsa e infondata e quindi SOLO nella nostra testa) che non riusciremo a portarla a termine con successo e quindi ci poniamo con dei presupposti energeticamente depotenzianti (es. con apatia, svogliatezza, pigrizia);
  2. ci porterà a pensare che non ce la possiamo fareo che, ancor peggio,non siamo capaci di apprendere la\le nozioni che sono lì di fronte a noi (per nostra mancanza di talento);

Nel secondo caso invece probabilmente metteremmo troppa carne al fuoco, molta più di quella che saremmo in grado di digerire. Ci ritroveremmo ad accantonare quello che ci eravamo prefissati di studiare per passare ad altro (più semplice o più complicato non ha importanza).
Andremo quindi ad aprire un nuovo cassetto mentale (o per meglio dire mentale-fisico), cercando di chiudere quello su cui stavamo lavorando fino ad un minuto prima ottenendo invece l’esatto opposto (la realtà è che lo avremo solo socchiuso). 
Se non saremo infatti abbastanza allenati nel lasciarci le cose immediatamente alle nostre spalle spostando in maniera corretta e decisa il nostro focus, ci ritroveremo una vocina nella testa che ci dirà continuamente : “Ehi, l’esercizio\routine precedente non l’hai finito\non sai eseguirlo\non lo padroneggi\ecc…ecc…” e che si prenderà continuamente gioco di noi distraendoci anche dal nuovo esercizio\routine\esecuzione appena intrapresa e di fatto ciò che otterremmo sarà solo il non riuscire ad eseguire\studiare\apprendere né l’una né l’altra. Un circolo vizioso insomma.

Non so a voi ma a me è capitato molto spesso di ritrovarmi nella situazione appena descritta. 
Vi dico cosa faccio io e mi piacerebbe che mi diceste nei commenti di questo articolo, come affrontate voi situazioni del genere.

Le strade che mi lascio aperte sono principalmente tre:

La prima: mi fermo, poso il mio strumento e mi allontano per qualche minuto da esso. Prendo una boccata d’aria fresca e bevo dell’acqua fresca. Insomma provo a staccare la spina per qualche minuto. Potrei trovarmi li da parecchie ore (vi capita mai di perdere la cognizione del tempo quando siete alle prese con il vostro training musicale!?) e che quindi l’aria nella stanza si sia fatta cattiva e che non beva da un po’ o in generale che la mia mente ed il mio corpo abbiano bisogno di qualche minuto di fisiologico risposo. 

A qualcuno potrebbe sembrare che io stia dicendo un’ovvietà ma vi assicuro che se amate il vostro strumento musicale e lo studiate con gioia e dedizione, perdere completamente il senso del tempo durante lo studio, non è una situazione troppo lontana dalla realtà. Situazione che può avere il suo rovescio della medaglia come vi ho appena descritto.

Un modo per riposare mente, corpo e staccare la cosiddetta spina è quello di concedersi qualche minuto di meditazione
Io faccio così: mi siedo all’aria aperta (possibilmente), chiudo gli occhi e mi concentro sul mio respiro, SOLO sul respiro, cercando di rallentarlo quanto più mi è possibile e provando a non pensare assolutamente a nulla. Faccio il vuoto. Cinque\dieci minuti sono più che sufficienti;

Probabilmente qualcuno di voi si ritroverà a fumare una sigaretta (o altro) per distendere i nervi o magari a bere un caffè al bar (magari uno dei tanti della giornata). Personalmente non fumo e non bevo caffè ma mi rendo conto che possano essere delle ancore di salvezza per molti di voi nei momenti di stress. Vi invito comunque a provare ad evitarli (o comunque a ridurli drasticamente). Provate solo con acqua, aria fresca e qualche minuto di meditazione\relax. Probabilmente le prime volte farete davvero fatica e il vostro desiderio sarà solo quello di accendervi una sigaretta o bere un caffè bollente o qualcosa di alcolico magari, ma siate forti e tentate. Questo fra l’altro è un argomento che vorrei trattare in un articolo a parte, perché molto complesso e soprattutto delicato e mi piacerebbe quindi dargli uno spazio tutto suo

La seconda: metto da parte momentaneamente l’esercizio\routine\partitura\brano che in quel momento mi blocca e passo ad eseguire qualcosa che conosco bene, che sono sicuro di eseguire bene ma soprattutto che mi diverte suonare: un brano della mia band\artista preferiti ad esempio o una routine che conosco a menadito, insomma qualcosa che in pochi minuti riporti al massimo la mia autostima e mi restituisca anche la voglia di essere li, riportandomi conseguentemente sulla giusta via; è molto probabile che dopo questo break ciò che fino a qualche minuto prima ci bloccava adesso scorrerà liscio come l’olio;

La terza: se tutto questo ancora non funziona, provo a scomporre\rallentare tutto l’esercizio\routine (che in ogni caso è la prima regola dello studio di qualsiasi cosa nuova). Potrebbe essere però che dato il carico di studio o il fatto che sono li da parecchie ore, io stia tralasciando questa regola fondamentale, quindi mi fermo e ricomincio daccapo ma lentamente, un passo alla volta, scomponendo l’esercizio in piccoli blocchi (quanto più piccoli possibile) ed affrontandoli singolarmente per poi concatenarli tra loro una volta acquisiti. Questo mi permette di concentrarmi su elementi più piccoli che probabilmente già sono in grado di eseguire senza fatica per poi ampliarli con gli elementi nuovi.

Prima di intraprendere una sessione di studio inoltre, mi chiedo: 

  • sono abbastanza rilassato sia a livello fisico che mentale?
  • l’atmosfera è sufficientemente tranquilla?
  • Qual è la mia motivazione allo studio odierno?

Sentirsi rilassati sia a livello fisico(non avere quindi tensioni muscolari o cattive posture) che mentale (essere completamente focalizzati, concentrati e vigili verso lo studio che stiamo per affrontare) è fondamentale per affrontarlo con efficacia ed apprendere velocemente le profondamente tutte le nozioni.

Studiare in un’ atmosfera tranquilla dove possiamo sentirci completamente a nostro agio, rilassati e dove possiamo concentrarci senza distrazioni. Anche questo aspetto a mio parere è davvero fondamentale per affrontare le nostre sessioni di studio. Qui ognuno può sbizzarrirsi come vuole e dipende anche dallo strumento musicale che studiamo: con una chitarra acustica si può andare al parco e passare ore sul prato a studiare diteggiature, accordi o intere canzoni ad esempio, accompagnati dal solo suono degli uccellini in sottofondo (cosa però assai più difficile da fare con il nostro pianoforte a coda, eheh); possiamo comunque creare l’atmosfera che più ci rilassa nel nostro studio o nella nostra “cameretta” attraverso la luce, i colori, l’ordine, i profumi, ecc, ecc…. L’importante è fare in modo di sentirsi circondati da energia positiva. Mi piacerebbe in futuro scrivere un articolo sull’argomento “salette prova\camere studio” e su come renderle dei luoghi il più accoglienti e piacevoli possibile in cui studiare.

La motivazione. Essa è il nostro carburante. Fatene un mantra. 
Motivazione, motivazione, motivazione. 
Ognuno troverà la propria. Potrebbe essere quel brano che adoriamo e che vorremmo eseguire alla perfezione ad esempio, o il solo che vogliamo eseguire al nostro prossimo esame di conservatorio e col quale vorremmo impressionare tutti o ancora, quel brano che dal vivo con la nostra band ci fa letteralmente emozionare e che vogliamo perfezionare. Cerchiamo la nostra motivazione nella ricerca di quell’emozione o della voglia di sentirci gratificati e riconosciuti per il nostro talento, ecc…
Se non troviamo una risposta sufficientemente convincente a “perché lo sto facendo?”, forse è meglio sospendere per questa volta, piuttosto che ostinarci. Ogni giorno è un buon giorno per studiare ma alcuni giorni possono essere meno buoni di altri. 

Ascoltiamo sempre noi stessi, le emozioni ed i desideri che ci vengono dall’interno e se sapremo bene ascoltarli, sapremo anche cosa fare. 

Spero che anche questo articolo vi sia piaciuto e che possa avervi dato qualche spunto di riflessione per migliorare il vostro studio. Al Prossimo articolo!

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