Techno Electro Producer                     
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“Se ascolti gli altri cantanti, finisci per imitarli e io voglio rimanere originale. Imparo di più dal guardarmi intorno che dall’ascoltare la musica degli altri.”

– Bob Marley –

Perché?

Perché voglio iniziare a scrivere questo Blog “Il musicista mindfulness”? E perché proprio oggi, un giorno qualsiasi agli inizi di Marzo del 2019? 
Ho iniziato a fare musicaquando avevo quattordici anni. 
Sì, certo, a quell’epoca più che altro era la musica che “faceva me”: mi plasmava, mi suggeriva come vestirmi, come comportarmi, come relazionarmi col mondo e con le persone. Ero un adolescente ed il mondo era un grosso tomo di pagine bianchissime da scrivere e da suonare giorno dopo giorno.

Sono trascorsi ventiquattro anni e la musica è ancora un fondamentale delle mie giornate e della mia vita. A periodi alterni è perfino stata LA mia vita, inteso come unica fonte di reddito e di sostegno ed unico impiego per le mie giornate.
Periodi alterni appunto. In questo momento ad esempio non lo è, almeno non nel modo in cui me lo immaginavo ventiquattro anni fa. È stata una scelta.

Quando iniziai a studiare musica ed in particolare lo strumento che sentivo a me più affine, la batteria, pensavo che, se avessi studiato duramente e mi fossi impegnato tutti i giorni costantemente nella pratica e nello sviluppo delle mie capacità musicali, come infatti ho fatto per molti anni, ben presto quello sarebbe diventato il mio lavoro. 

Sarei entrato in una band, con la quale avremmo scritto le nostre canzoni, canzoni che ci avrebbero reso famosi. Oppure sarei entrato nella band di qualcun altro ( possibilmente già famoso) con il\la quale sarei partito in tour attorno al mondo guadagnando più di quanto in quel momento riuscissi ad immaginare. E quella sarebbe stata la mia vita. 
Beh, non è andata proprio così. Non precisamente così almeno…è andata, e va tutt’ora, in un modo che posso comunque ritenere soddisfacente e che mi fa svegliare alla mattina sereno e senza rimpianti.

Sento di potermi ritenere fortunato invece: molti di quei sogni, molte di quelle aspettative, si sono realizzate, alcune anche meglio di come me le sarei immaginate, altre in maniera differente e ad altre, ci sto ancora lavorando.

Piccola parentesi biografica: in questi ventiquattro anni ho pubblicato tre dischi, svariati EP ed altrettanti singoli e videoclip, ho suonato in mezza Italia ed in buona parte dell’Europa dal Portogallo alla Lettonia, in Canada e negli Stati Uniti d’America dalla East alla West Coast, ho avuto più di 50 allievi e almeno una dozzina tra band e progetti musicali vari. 
Direi che non è male, vero?

Ok, comunque, a te che leggi, potrebbe sembrare tanto o poco, non è questo il punto. 

Il punto è che nel corso di questi ventiquattro anni mi sono inevitabilmente trovato ad attraversare alti e bassi, chiari e scuri, esplosioni e silenzi, vuoti e pieni, ricchezza e aridità, complessità e minimalismo, senza nella maggior parte dei casi prendere davvero coscienza di cosa stessi realmente e profondamente vivendo e sentendo in quel momento. Senza quindi essere nella condizione di gestirlo, arginarlo ed oppormi o, al contrario, farlo fiorire, espanderlo e farlo esplodere! Certo, azioni sono state fatte, decisioni sono state prese, ma senza una vera e propria presa di coscienza. Non sempre almeno. 

Eccolo qual è il punto: la presa di coscienza, l’essere qui ed ora, il farsi permeare e trasportare sì dagli eventi ma come su un fiume o su una tavola da wind surf ci si lascia trasportare dalla corrente o dal vento: senza farsi travolgere da essa ma sfruttandola invece, sentendola ed accompagnandola utilizzando la sua stessa forza per scegliere la propria direzione, consciamente. Almeno questo è ciò che si dovrebbe fare se non si vuole finire a testa in giù oppure ritrovarsi ad est anziché ad ovest a metà del viaggio! 

La scelta di comporre in un modo anziché in un altro, di un arrangiamento anziché di un altro, la scelta dell’utilizzo di uno strumento anziché un altro, di una parola nel testo di una canzone anziché di un’altra, di dedicarsi ad un progetto musicale anziché ad un altro, di investire su un equipaggiamento anziché su di un altro, e così via… 

Dopo ventiquattro anni di musica, sento di poter raccontare un po’ della mia esperienza, nella speranza che possa essere d’aiuto ad altri in un modo o nell’altro. 
Ecco perché ho iniziato a scrivere questo blog ed ecco ciò di cui parlerò…

  • mindfulness; 
  • minimalismo; 
  • pratiche body & brain healty;
  • comprensione del sé;
  • comprensione di quello che ci circonda;
  • sviluppo del proprio potenziale artistico;
  • importanza del “qui ed ora”

Lo farò al fine di capire meglio noi stessi e poterlo esprimere attraverso la nostra arte. 
Non sono certo un esperto, non sono certificato in chissà quale pratica o disciplina e non ho neppure la pretesa di essere considerato tale ma ho maturato qualche anno di esperienza su me stesso e vorrei solo condividere quella stessa esperienza con voi affinché possiate avere degli spunti utili (spero) alla vostrariflessione. 

Inoltre nei miei articoli mi rivolgerò, nella maggioranza dei casi, ai musicisti ma credo che le basi, i principi e le tecniche che descriverò possano essere applicate dai creativi di ogni estrazione. Se avete quindi un amico, un’amica o un conoscente che secondo voi potrebbe trarre vantaggio dalla lettura di questo blog, condividetelo con lui\lei. 

Buona lettura! 

Se capiterai su questa pagina, qui di seguito troverai l’elenco di tutti gli articoli mano mano che li pubblicherò in modo da averceli tutti sotto click!

  1. Decluttering delle composizioni e degli arrangiamenti
  2. Minimalismo e strumenti musicali
  3. Il decluttering fisico e digitale
  4. Lo studio focalizzato
  5. Il Detox sonoro

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